La Celiachia Non È Più una Malattia, Ma una Condizione. Tutti Contenti? O No?

Udite, udite gente! Nell’ultima revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11), l’OMS ha formalmente riconosciuto la celiachia non più come una malattia cronica, ma come una condizione. Questo cambiamento concettuale, entrato in vigore nel gennaio 2022, è un sospiro di sollievo per i milioni di celiaci nel mondo. Se si considera che su circa 80 milioni di persone che ne soffrono globalmente, la maggior parte non è ancora certificata e che in Italia abbiamo oltre 230.000 diagnosi ufficiali (con una stima di 600.000 casi reali), il cambiamento di prospettiva è tutt’altro che secondario, o no?

Leggi tutto

Celiachia: maggior rischio per i bambini nati in estate

Può sembrare inusuale, ma la celiachia colpisce con maggiore frequenza i bambini nati durante la stagione estiva rispetto ai coetanei nati nei mesi più freddi dell’anno. A questa conclusione è giunto uno studio italiano condotto dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, i cui risultati sono stati pubblicati sull’European Journal of Pediatrics.

Leggi tutto

Celiachia: Non Si Nasce Solo Celiaci, Ma Si Può “Diventarlo” da Adulti (Ecco la Scienza)

Fino a qualche decennio fa, si pensava che la celiachia fosse una malattia esclusiva dell’infanzia. Si credeva che, se non si manifestava nei primi anni di vita, non ci si sarebbe mai ammalati. La scienza moderna ha ribaltato questo paradigma: la celiachia può esordire a qualsiasi età, anche dopo i 60 anni, costringendo adulti e anziani a rivedere radicalmente la propria dieta.

Celiachia: una correlazione significativa con l’osteoporosi – Aggiornamento Agosto 2026

L’osteoporosi è una malattia sistemica delle ossa che colpisce soprattutto le donne, in particolare dopo la menopausa. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 1990 si sono verificate circa 1.700.000 fratture di femore nel mondo; per il 2050 ne sono previste oltre 6 milioni, quasi sempre legate all’osteoporosi.

Celiachia: anche i cosmetici dovranno essere senza glutine? – Aggiornamento 2026

⚠️ NOTA: Questo articolo è stato pubblicato originariamente l’11 ottobre 2012. Le informazioni qui contenute sono state aggiornate a gennaio 2026. Scorri fino in fondo per leggere l’aggiornamento.

Qualcuno crede o meglio a qualcuno è stato fatto credere che gli affetti da celiachia debbano usare cosmetici, compresi stick labiali, rigorosamente senza glutine. Non è così, se qualcuno è caduto nel tranello, ciò si deve ad una pubblicità sicuramente scorretta.I medici non hanno dubbi, chi soffre di celiachia può tranquillamente non ascoltare chi propaganda, ad esempio, burro di cacao per le labbra, sia pure a base di glutine, senza correre rischio alcuno. 

Allergie: ecco come sapere prima se si è allergici o intolleranti a una sostanza – Aggiornamento 2026

⚠️ Nota di Aggiornamento (2026): Questo articolo è stato pubblicato originariamente l’11 settembre 2012. Il contenuto storico è stato mantenuto intatto, con lievi ritocchi formali per facilitarne la lettura, per documentare i primi tentativi di digitalizzazione della tracciabilità alimentare. In calce, un aggiornamento che spiega come questa tecnologia si sia evoluta nelle app moderne e nei nuovi regolamenti UE sull’etichettatura.

Leggi tutto

Intolleranze Alimentari: I Probiotici le “Curano” Davvero? La Verità Scientifica sul Microbiota – Aggiornamento Agosto 2026

L’articolo del 2012 partiva da una ricerca reale e interessante del CNR di Bari (i “vegetali probiotici”), ma il testo originale commetteva un errore grave e pericoloso: confondeva le intolleranze enzimatiche con le malattie autoimmuni (citando il “glutine” come se fosse un’intolleranza risolvibile con i probiotici). Nel 2026, dire che i probiotici possono “risolvere” un’intolleranza al glutine è fuorviante e potenzialmente dannoso per i celiaci. Ho trasformato il pezzo in un manifesto di chiarezza terminologica e gestione basata sul microbiota, valorizzando la ricerca italiana ma smontando l’hype della “cura miracolosa”.
Ecco la revisione, dell’articolo