Restituire la Voce ai Senza Voce: La Rivoluzione delle Interfacce Cervello-Computer (BCI) e dell’Intelligenza Artificiale

“Un uomo, una donna come tante. Fino a ieri, potevano parlare, esprimersi, sussurrare un ‘ti amo’ ai propri figli, nipoti, coniugi. Ma da oggi, a seguito di un ictus devastante, non possono più farlo. Il danno cerebrale, conseguenza di questo vero e proprio incidente vascolare, ha eretto una barriera tra l’interpretazione del pensiero e i centri del linguaggio. Una vera e propria tragedia. Oppure, immaginiamo un uomo, una donna, stavolta anche giovani, a cui una malattia come la sclerosi multipla non ha tolto loro persino un sorriso, ma ha annullato la possibilità di emettere un sussurro, di trasformare in parola un pensiero che pure a livello cerebrale viene formulato. Rimane lì, intrappolato da una trama di reti neuronali interrotte laddove si è verificato il danno causato da questa malattia invalidante.

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Endometriosi: Un Dolore Silenzioso, Una Voce che Deve Essere Ascoltata

L’endometriosi è una condizione che colpisce milioni di donne in tutto il mondo, spesso avvolta nel silenzio e nella sofferenza. È una patologia complessa e senza una soluzione unica. Tuttavia, capire e riconoscere l’endometriosi è il primo passo per affrontarla.

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Varici e Insufficienza Venosa: Non è Solo un Problema Estetico. Il Legame Nascosto con il Cuor

Fino a non molto tempo fa, quando si parlava di insufficienza venosa periferica, o per dirla con il termine medico corretto, Malattia Venosa Cronica (MVC), ci si riferiva a una serie di problemi clinici considerati quasi “minori”. I sintomi andavano dalle antiestetiche varici (soprattutto nelle donne), alla sensazione di gambe pesanti, fino alle emorroidi.

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Brufen: mai più di 4 compresse al giorno, si rischiano danni al cuore!

 

Articolo aggiornato il 24 Luglio 2025

L’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha effettuato una revisione dell’ibuprofene che conferma un piccolo aumento del rischio cardiovascolare se il farmaco è usato con un alto dosaggio, pari o superiore a 2400 mg al giorno. L’ibuprofene è un medicinale antidolorifico e anti-infiammatorio ampiamente diffuso, presente in molti farmaci usati per trattare il dolore, la febbre e l’infiammazione. La dose abituale per adulti e bambini sopra i 12 anni è di 200-400 mg, da tre a quattro volte al giorno, se necessario.

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Diclofenac e rischio cardiovascolare: la verità scientifica aggiornata al 2026 (Orale vs Topico)

Nota dell’autore: Questo articolo fu pubblicato nell’agosto 2013, quando AIFA ed EMA lanciarono un allarme sul rischio di infarto e ictus legato all’uso prolungato di diclofenac per via orale. A 13 anni di distanza, nel 2026, ho deciso di riproporlo perché quel monito non solo è ancora valido, ma è diventato una regola clinica assoluta. Ecco come usare questo farmaco (ampiamente diffuso) in totale sicurezza, distinguendo i miti dai fatti.

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Sale: quando il troppo storpia. Il consumo eccessivo in Italia tra dati, rischi e soluzioni – Aggiornamento 2026

Aggiornamento Luglio 2026 

Introduzione: un problema che persiste

Nel 2013, un post su questo blog segnalava un allarme che, a distanza di 13 anni, non solo non è stato risolto, ma resta di stringente attualità: gli italiani continuano a consumare troppo sale. All’epoca, i dati del Ministero della Salute parlavano di una media di 12 grammi al giorno per gli uomini e 9 per le donne, con picchi ancora più alti al Sud e un consumo già eccessivo tra i bambini. Oggi, nonostante alcuni miglioramenti, la situazione non è cambiata in modo significativo. Anzi, i numeri più recenti confermano che solo una persona su sei rispetta i limiti raccomandati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), fissati a meno di 5 grammi al giorno.

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Depressione: la donna in menopausa dovrà stare attenta a certi antidepressivi

ARTICOLO AGGIORNATO A LUGLIO 2026

Depressione: la donna in menopausa dovrà stare attenta a certi antidepressivi

La terapia della depressione si basa in larga parte sull’uso di farmaci antidepressivi, ma le donne in post-menopausa devono osservare una particolare cautela nella scelta e nel monitoraggio di queste molecole. Questa raccomandazione nasce da uno dei più grandi studi mai condotti sull’argomento: il Women’s Health Initiative (WHI), che ha coinvolto 136.293 donne in post-menopausa negli Stati Uniti.

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Fibrillazione atriale: quali cause la determinano, le nuove inedite terapie

Articolo Sponsorizzato per Medusa

 

Quando parliamo di fibrillazione atriale, il pensiero va immediatamente al ritmo cardiaco ed in effetti, di un’anomalia del ritmo si tratta, in grado di determinare una frequenza cardiaca alterata del cuore con un battito del tutto irregolare. Possiamo dire dunque che l’espressione, fibrillazione atriale stia ad indicare una malattia? In effetti non si è di fronte ad una vera e propria malattia, semmai ad un sintomo che semmai è espressione di uno stato patologico a carico per lo più del cuore.

Ictus: nuovo farmaco ne riduce l’insorgenza – Aggiornamento 2026

⚠️ NOTA: Questo articolo è stato pubblicato originariamente il 1 ottobre 2012. Le informazioni qui contenute sono state aggiornate a Luglio 2026. Scorri fino in fondo per leggere l’aggiornamento.
Potrebbe aprirsi un nuovo scenario nella lotta all’ictus, questo grazie ad un farmaco inedito, tecnicamente un inibitore diretto della trombina il cui principio attivo è il dabigatran etexilato scoperto e prodotto da Boehringer Ingelheim. La prima caratteristica di questa nuova molecola è la facilità d’assunzione, appena due compresse al giorno, altra particolarità del farmaco è l’indicazione medica che prevede l’assunzione per quei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare. Negli ambienti scientifici ricordano come da mezzo secolo a questa parte non è mai stato autorizzato un farmaco del genere assumibile oralmente.

Ictus: riconoscerlo in tempo può salvare la vita

In Italia si verificano qualcosa come 200 mila nuovi casi di ictus, una condizione clinica grave in grado di evolvere infaustamente in breve tempo. Parlando di ictus ci riferiamo a quella manifestazione patologica conseguenza di un’ostruzione di un vaso con relativo mancato afflusso di sangue e ossigeno nel distretto interessato, per lo più cerebrale. Le conseguenze sono variabili perché dipendenti da diversi fattori, primo fra tutti, l’area ischemica che ha subito l’insulto, così come importante è anche l’eventuale impossibilità che il sangue abbia avuto di irrorare i tessuti dopo un primo fatto ischemico. Il risultato è che in Italia i decessi per ictus o per le conseguenze di esso, si collocano come terza causa di morte, dopo gli infarti, annoverando tutte le patologie cardiovascolari e i tumori. Ma c’è anche di più. Nel nostro Paese, a causa dell’ictus, un numero imponente di pazienti resta invalido in maniera permanente, al punto che gli ictus rappresentano la prima causa di invalidità

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